"Reclaim education, body and brain" - report dall'Austria

E-mail Print PDF

Lo scorso 19 ottobre l'Austria ha visto una nuova esplosione del movimento studentesco nato nel 2001, anno in cui è stato introdotto il Bologna Process all'interno del sistema universitario austriaco. Attraverso l'invasione delle strade e l'occupazione di 10 università, il corpo vivo dell'università ha rotto di nuovo il silenzio e, al grido di "Frei Universität für alle- macht den Bologna Prozess- Mehr $ für Bildung- No border, no nation, free education" ha ridato vita al dissenso verso lo smantellamento dell'università pubblica che in Austria era davvero libera e gratuita per tutti.


 

Il Bologna Process, processo di omogeneizzazione dei diversi sistemi di istruzione europea in via di sperimentazione anche al di fuori dell’Europa, da un lato dequalifica drasticamente il sapere attraverso la limitazione di curricula e la riduzione dell'offerta formativa, dall'altro, crea le premesse per irreggimentare i tempi di studio, differenziare l'accesso all’università tramite l’applicazione e l’aumento progressivo delle tasse d'iscrizione, ed infine frammentare il ciclo di studi. 
L'applicazione diversificata del piano di riforma comunitario sul territorio europeo sembra rincorrere diversi obiettivi: in primis creare un mercato omogeneo della formazione con lo scopo di facilitare la mobilità della forza-lavoro cognitiva e scongiurare la nascita di un terreno comune di lotte a livello transnazionale. 


In Austria la dismissione dell'università pubblica è iniziata nel 2001 attraverso la riduzione del welfare studentesco: introduzione delle tasse universitarie e applicazione del numero chiuso sia per l'accesso all'istruzione secondaria superiore, sia per quella universitaria. L’ultimo passo del governo austriaco per la piena applicazione del Bologna Procces si dà attraverso la suddivisione del ciclo di studi in tre steps (3+2+dottorato) e l’introduzione del pagamento delle tasse per tutti gli studenti, stranieri e non, che intendono accedere ad una formazione più qualificata, ovvero al secondo step (master).

Tutto questo, però, non riesce a tamponare gli effetti della crisi che imperversa a livello globale e quindi, anche in Austria viene introdotto il prestito d'onore.  La retorica del prestito pubblico, come meccanismo socio-economico volto a ridurre le iniquità di tra classi sociali, maschera la necessità dei governi di scongiurare il fallimento di banche e speculatori senza scrupoli, attraverso l’utilizzo dei finanziamenti pubblici alla formazione alle casse statali o bancarie. Il grido degli studenti austriaci non potrebbe essere più chiaro: "Money for education – not banks!”

L'Austria sta assistendo, allo stesso modo dell'Italia lo scorso anno, alla presa di parola di un movimento largo e trasversale, composto da studenti, precari dell'istruzione, docenti e personale tecnico dell'università.  Le promesse disattese, in tema di educazione, del Partito Popolare Austriaco (ÖVP) mettono in evidenza la crisi di quella politica che, per assecondare bisogni di mercato, non esita a scaricare sui propri elettori i danni economici causati dall'esplosione della bolla finanziaria.
 Da un mese l’Austria è in piena mobilitazione: cortei spontanei di migliaia di studenti (19 ottobre), flash mob ed occupazione del Ministero dell'Istruzione (26 ottobre), manif suvage in occasione della mobilitazione transnazionale “Free Education for All” (5 novembre) e l’occupazione delle università per costruire luoghi di cooperazione sociale e assemblee costituenti. Dal 20 ottobre hanno occupato: l’Academy of Fine Arts- Vienna [20/10], la University -Vienna [22/10], la Technical University - Graz [24/10] , la University- Graz [25/10], la University of Klagenfurt [25/10], la Technical University of Vienna [27/10], la University of Salzburg [28/10], la BoKu- Vienna [28/10], la University of Innsbruck [29/10], la University of Arts in Linz [07/11].

Da qui l’affermazione di una soggettività politica che rivendica:

-  il ritorno al corso di laurea quadriennale, detto Diplomstudium, invece del sistema Bachelor + Master (equivalente alla laurea triennale più specializzazione biennale) introdotto dal Bologna Process


- l’abolizione completa delle tasse universitarie che al momento sono state abolite solo per i cittadini dell’Unione Europea;

- l'abolizione dei test di ingresso per garantire a tutti un libero accesso alla formazione universitaria;

- la “democratizzazione” delle università invece della loro “aziendalizzazione” attraverso il coinvolgimento degli studenti, così come di tutto il personale e il corpo docente, nelle decisioni prese dai rettorati;

- una maggiore trasparenza nelle decisioni finanziare ed un maggiore stanziamento di fondi da parte dello Stato;

- la fine dei contratti a tempo determinato senza rinnovo per i docenti;

- una quota femminile pari al 50% in ogni settore dell’ università, dal corpo docente ai ricercatori, dalle segreterie ai collaboratori.


 

"Wessen Uni? Unsere Uni!" -Di chi è l'università? È la nostra università!- il grido che risuona nei corridoi della Wien Universitat, è la voglia e la consapevolezza di poter decidere della propria università e affermare il dissenso verso il riassetto europeo dell'istruzione sancito dal Bologna Process. Gli studenti austriaci, corpo vivo delle università reclamano “our education, body and brain!”.

Last Updated ( Sunday, 22 November 2009 18:24 )  

Juventud sin futuro

Italian Anomaly

Are they stealing your life? # Occupyourlife

We are students, precarious workers, young people, we are a part of the famous 99%. We are the ones who took the streets throughout Italy opening a space of conflict, but we are also the streets and...
Don’t pay their debt off! Claim your social credit!

#occupybankitalia #15oct #globalchange - In Madrid and New York, Santiago and Athens, Tel Aviv and Reykjavik we, the “(multi)generations with no future” are rising up – refusing to pay for...
Waves of Change - Disorder in the discourse that transforms existence

On returning from Lampedusa we thought we couldn’t be shocked any more. We were convinced that the absurd scenes still fresh in our minds would prevent any further surprises. Thousands of people...
The wind of the South - Unicommon march to Tunisi [7-12 April]

We are students, precarious, unemployed, a young generation that is too much skilled for a job... We are the 'generation without future' of a Europe in crisis that we don't like and we want to...
Red is our color! letter to President Berlusconi after a million women demo in Italy

I'm a girl, we are the girls of this Berlusconian Italy. We grew up with 'Non e' la RAI' and 'Beverly Hills', the TV programmes that somewhat moulded the aesthetic models we carry with us. We wear...

Events

Continental education summit: 1-2-3 April Vienna, Austria

A specter is haunting in Europe. Be it in Albania, England, Serbia or in Austria, thousands of students, parents, teachers, all in all concerned citizens in different countries are raising their...
From Tute Bianche to the Book Bloc: the Italian movement and the coming European insurrection

What thread links the political experience of Tute Bianche with the Book Blocs we have seen last autumn on the streets of Rome and London? What is the link between the alter-globalisation movement of...

UniCommon March in Tunisi

Invent the future, revolt the present