Festa della repubblica fondata sul lavoro.

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dal blog Piccole storie di regolare precarietà - Il lavoro che non c’è o quello che quando c’è ti costringe fino a farti morire sotto le macerie? Manca un mese alla fine del mio tirocinio, quindi oggi – così come mi ero prefissata – dovrei ricominciare ad inviare curriculum.

Un lavoro nel lavoro quello di cercare lavoro. Scrivi il curriculum in formato in europeo, uno di quei meravigliosi regali dell’Europa: l’Europass. Un pacchetto di certificati che, insieme al sistema dei crediti

universitari, avrebbe dovuto permettere di avere le proprie competenze riconosciute in tutta Europa.

Invece di questa idea, come tante altre che avrebbero dovuto unire l’Europa, non è che rimasta una griglia vuota in cui far entrare a forza la propria vita.

Istruzione.

Formazione.

Competenze personali.

Esperienze professionali: una sfilza di tirocini, stage e volontariato forzato.

Chi ha un lavoro solitamente si lamenta del poco tempo che gli rimane per vivere. Del resto quando si lavora tra le 8 e le 10 ore giornaliere, non si ha più tempo se non quello di cenare e andare a dormire. Oppure tenti di diventare un cyborg eliminando ore di sonno, facendo diventare le cene degli apertivi e le prime ore del mattino o la pausa pranzo l’unico momento per l’attività fisica.

Chi non ha un lavoro invece ha molto tempo a disposizione ma nessun soldo da spendere. Non si hanno soldi per le cene fuori, per gli apertivi con gli amici, per la palestra, per il cinema…tutto il tempo libero diventa tempo vuoto. Assordante, lento e solitario.

Ma chi è precario solitamente non ha né tempo né soldi!

Il periodo in cui si lavora si tenta di dare il massimo, nella speranza che porti alla prosecuzione del contratto. E nel frattempo si è sempre alla continua ricerca di lavoro…

Cercare i siti, iscriversi alle mailing list, tenere aggiornato il proprio profilo su linkedin, seguire i gruppi giusti, doppio profilo facebook, uno per il lavoro uno per gli amici, comprare i giornali per i concorsi pubblici, mantenere le relazioni con i contatti giusti…

La ricerca di lavoro invade tutta la tua vita: il prodotto da vendere sul mercato sei tu con tutta la tua storia vissuta.

Con l’esperienza politica da nascondere o da rilevare nel momento giusto, con le esperienze all’estero da mettere in evidenza, con il viaggio che diventa il lavoro all’estro, l’assemblea che si trasforma in organizzazione di eventi, il seminario in festival, l’itagnolo uno spagnolo livello B2.

E poi per ogni lavoro tagli, copi, incolli competenze, esperienze, skill…

Tra di noi ci sono dei veri e propri esperti della traduzione in linguaggio europass…

E non dimenticate le lettere motivazionali , dove scrivere il motivo per il quale hai deciso di far domanda per quel determinato lavoro…

Perché domando questo o quel lavoro? Perché per vivere devo mangiare… e no non è appagante, e no non può essere il solo centro della mia vita, e no non vorrei andare all’altro capo del mondo solo per lavorare, e no non vorrei stare zitta di fronte al mio capo arrogante, e no non mi andrebbe di lavorare per 12 ore al giorno e rinunciare alla mia vita, e no il mio primo pensiero non è la carriera…

E mi chiedo: ma quale lavoro può fondare una Repubblica?

 

Last Updated ( Sunday, 10 June 2012 16:58 )