Dopo il Blockupy Fornero - Appunti per un autunno di lotte dentro e fuori l’università

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Giovedì 14 giugno, nel corso della due giorni contro il DDl Fornero, insieme a decine di studenti romani e provenienti da altre città italiane abbiamo occupato simbolicamente la scuola d’Alta Formazione dell’Università “La Sapienza” di Roma, simbolo di chi vuole distruggere l’università pubblica per realizzare scuole d’élite riservate a pochi privilegiati.

30 milioni per sedici studenti meritevoli, o per meglio dire, privilegiati. Ebbene sì, ammonta a 30 milioni l’investimento che l’università romana della Sapienza ha stanziato per creare un polo di eccellenza per solo sedici persone, dimenticandosi, che nelle altre sedi le biblioteche chiudono e il riscaldamento durante l’inverno non funziona. Questo è solo uno degli esempi di ciò che succede negli atenei italiani, dove le risorse per il diritto allo studio scarseggiano sempre più e i corsi di laurea vengono ridotti.

 

La mirabolante riforma Gelmini ha messo in ginocchio gli atenei pubblici italiani e ha colpito senza distinzioni (o quasi) tutti gli studenti, tagliando i fondi, aumentando le tasse e riducendo le borse di studio. La nuova ricetta a noi risulta molto chiara, si chiama dismissione dell’università pubblica, mentre il ministro Profumo la definisce meritocrazia, attribuendo alla parola un significato quasi nobiliare. Puoi pagare tutto senza chiedere nulla allo Stato? Non hai bisogno di mantenerti e puoi finire in tempo tutti gli esami? Allora sei MERITEVOLE di avere privilegi che possono renderti la vita ancora più facile! Sconti per musei, riduzioni sui trasporti e sulle tasse universitarie, solo per citarne alcuni.

Molti penseranno che non ci sia nulla di sbagliato nel premiare i migliori, ma noi poniamo una domanda: chi può permettersi di essere meritevole? Chi non deve lavorare per pagarsi gli studi e quindi può tenere senza problemi il ritmo dei corsi e degli esami, chi non ha problemi di affitti da pagare e non è costretto a sottoporsi al ricatto della precarietà o del lavoro nero. Meritevole, dunque, fa sempre più rima con privilegiato; si ripete quanto già accaduto in passato: si toglie a molti per dare a pochi, e le conseguenze sono inevitabili. Non ci saranno più “compagni di scuola”, sarà un tutti contro tutti per diventare il migliore studente dell’anno, e chi potrà permettersi di dedicarsi solo agli studi riuscirà a vincere; l’università, per molti, sarà solo un miraggio e il sapere diventerà nuovamente un tesoro custodito con gelosia dalle nuove eccellenze che diventeranno poche e insostituibili.

Ecco quello che si vuole ottenere: un’élite facilmente controllabile, perché formatasi secondo il pensiero dominante, che andrà a ricoprire i ruoli chiave della società, senza che nessuno possa contraddirne la competenza. Bye-bye sapere critico.

Anni fa laurearsi significava avere la strada spianata nel mondo del lavoro; oggi avere un titolo di studi fa paura ed avere una laurea – specie in materie umanistiche – rappresenta quasi uno svantaggio. In un paese in cui la classe politica, quella imprenditoriale e accademica sono fra le più vecchie del pianeta, i dinosauri sentono la pressione dei più giovani e temono che le nuove energie possano portare freschezza, desiderio di cambiamento, conflitto.

Non si assume più e chi riesce a trovare un contratto, sempre precario, si rassegna a svolgere un lavoro che non è attinente agli studi compiuti; quando va veramente bene, ci si ritrova a fare uno stage pagato 400 euro al mese, magari in buoni pasto.
Chi si fa una cultura fa paura! Noi vogliamo riprenderci questo diritto che non può essere messo da parte con qualche decreto legge.


STUDIAMO quello che ci interessa perché solo in questo modo affiniamo il nostro intelletto e possiamo immaginare alternative al sistema attuale.
AUTOFORMIAMOCI scavalcando il sapere verticale che dobbiamo accettare come dogma dalle mummie accademiche.
DISCUTIAMO tra noi sviluppando senso critico per comprendere, interpretare e modificare ciò che confusamente ci accade intorno.In una parola: ORGANIZZIAMOCI!

 

UniCommon Genova

Last Updated ( Monday, 02 July 2012 02:53 )