
“L'insurrezione dei saperi. Ricerca e innovazione nell'epoca della dismissione dell'università pubblica” - Presentazione del seminario: le continue riforme che hanno investito l'università italiana a partire dal 1999, con l'introduzione del Bologna Process, hanno operato una trasformazione in senso neo-liberista del mondo dell’istruzione, dando vita ad un processo di dequalificazione del sapere e precarizzazione del lavoro e delle condizioni di vita di intere generazioni. Il sapere, la ricerca e l'innovazione nel campo umanistico sono costrette in una situazione di immobilismo che si è decisamente acuita negli ultimi anni: i percorsi di studi e di ricerca sono spesso sterili e sottofinanziati, volti più a rafforzare il potere “baronale” che a garantire spazi reali di autonomia e innovazione: il citazionismo garantisce lo stato di vita comatoso a saperi ormai non più utili né per comprendere le trasformazioni contemporanee né per incidere criticamente rispetto alla società italiana attuale.
Le lotte che da anni animano l'università hanno reso esplicita la volontà, da parte di studenti, precari, ricercatori e docenti, di scardinare un sistema basato su una sorta di “coazione a ripetere”, volto a garantire la scarsa o assente innovazione e la competizione individuale (senza autonomia) come motore di (quale?) ascesa sociale. Il carattere retorico di tale ideologia meritocratica, sviluppatasi per come è oggi nel seno del neoliberismo, intende innanzitutto disciplinare i soggetti attivi all'interno dell'università, dando vita a discipline iper-specialistiche, frammentazioni dei saperi che diventano cosi utili solo all'addestramento di una forza lavoro precaria, negando di fatto l’aspirazione a migliorare la propria condizione di vita, la passione singolare e collettiva per la ricerca e lo studio.
Il drammatico episodio di Fukushima ha messo in risalto le gia' palesi problematicita' che ruotano intorno alla produzione di energia nucleare. Mai come in questo periodo, infatti, l'atteggiamento di molti governi che si ostinano ad indicare questa forma di energia come unica via appare ridicolo: e' chiaro che non esistono centrali sicure, ed il pr...

