
Diario di bordo della carovana UniCommon - testo di Vanessa Bilancetti e foto di Danilo Di Genova, Anomalia Sapienza/Unicommon Roma. Articolo pubblicato sul blog di XL Repubblica - L’ultima visione tunisina è l’aeroporto vuoto, nessuno parte e nessuno torna. La stagione turistica sarà una catastrofe, tutte le prenotazioni per pasqua sono state cancellate e per l’estate non si prevede nulla di buono. Per ora non si fermano nemmeno più le crociere. E’ probabile che finché non finirà l’allarme immigrazione clandestina l’industria del turismo in Tunisia non riuscirà a riprendersi, eppure visto da questa sponda del Mediterraneo l’allarme invasione ha tutt’altre sfumature. Al confine tra Libia e Tunisia sono passate più o meno 200.000 persone ed ogni giorno aumentano, in Italia non entrano più di 350.000 immigrati all’anno, mentre negli ultimi anni cresce esponenzialmente il numero di emigrati italiani (nel 2010 più di 66.000). In ogni caso è vero che le barche continuano a partire dalle coste tunisine, piene di giovani che scappano dalla disoccupazione e dalle ingiustizie, giovani che non riescono a provare fiducia ne loro paese perché Ben Ali sembrava averla cancellata per sempre.



