
Finanziarizzazione del proprio percorso formativo e piani di rientro; tassi agevolati, variabili o fissi; interessi, rate mensili, garanzie e rischio default... questi termini saranno sempre più di uso comune tra gli studenti italiani che dovranno imparare a muoversi nella giungla dell`indebitamento per poter studiare. Parola di Andrea Ichino. E` infatti questo illuminato riformista italiano che, sulle pagine del Sole24 Ore del 27 Maggio, ha proposto per l`università italiana la liberalizzazione delle tasse e dell`accesso al debito (ora vincolato al nome dell`ateneo e alla disciplina studiata) come strumento a garanzia di un'educazione di qualità.
Si, perché non sono bastati i tagli all`università che hanno dimezzato i corsi universitari e precarizzato il corpo docenti, fatto chiudere in anticipo le biblioteche e le sale lettura dove studiamo; insomma, fatto dell`università una istituzione davvero virtuosa. Ora, ci dicono, tutto questo lo pagheremo di più. Eppure, secondo l`economista dell`università di Bologna, non occorre preoccuparsi, anzi. L`accesso alla higher education in Italia, una volta che le tasse saranno duplicate o triplicate, sarà decisamente più facile sopratutto per gli studenti poveri. Questi ultimi, infatti, inizieranno a pagare la propria laurea quando entreranno nel mercato del lavoro (forse). E` allora, e non prima, che cominceranno a ripagare il debito che hanno contratto per poter studiare.


